Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.(La luna e i falò - Cesare Pavese)  
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Feste e tradizioni

Festa in onore di Santa Rita
Santa RitaIl 22 maggio ha luogo la festa popolare in onore di Santa Rita.
Il 22 maggio, si snoda una solenne processione durante la quale viene condotto per le strade del paese il simulacro della santa. Le strade vengono cosparse di petali di rose che segnano il percorso della processione.
La rosa fu scelta come rappresentazione della santificazione, dalla stessa santa. Racconta la leggenda che, costretta a letto da quasi quattro anni, Rita fu visitata da una sua cara parente la quale, nel congedarsi, le domandò se desiderasse qualcosa da casa sua. Rita rispose che desiderava una rosa dal suo orticello di Roccaporena, desiderio quasi impossibile da esaudire, stante il fatto che si era nel rigido mese di gennaio. La parente trovò invece con sua sorpresa una bella rosa fiorita e fresca in mezzo al rosaio dell’orto di Roccaporena. Si premurò allora di portarla alla Santa che, dopo averla odorata, ringraziò il Crocifisso e ne fece dono alle sue consorelle, stupite di tanta gentilezza, per ringraziarle di tante premure durante la sua malattia. Da quel dì al maggio susseguente il tempo fu breve. Essa sarebbe volata al cielo per divenire un petalo della "candida rosa".
Festa in onore di San Lorenzo
Il 10 Agosto a Villa Oliveti si svolge la festa in onore di San Lorenzo.
La notte del 10 agosto, ogni anno, gli occhi degli italiani nel mondo si rivolgono speranzosi al cielo, per cogliere al volo una stella cadente. Se scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all'interno dell'orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo (detti appunto Perseidi), culturalmente la pioggia di stelle è stata elaborata in modo più poetico. Questa notte è infatti, da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell'omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un'atmosfera magica e carica di speranza. In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca "Stella, mia bella stella, desidero che…", e si aspetta l'evento desiderato durante l'anno. Nella tradizione popolare, le stelle del 10 agosto sono anche chiamate fuochi di San Lorenzo, poiché ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo. Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, nell'immaginario popolare l'idea dei lapilli volati in cielo ha preso piede, tanto che ancora oggi in Veneto un proverbio recita "San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti". Questa tradizione è così radicata e evocativa che anche il grande poeta Giovanni Pascoli vi dedicò un canto, chiamato X agosto, in cui rievocò la morte del padre ucciso in un'imboscata proprio quel giorno.
Una tradizione molto suggestiva di Villa Oliveti si svolgeva nel giorno dell’ Ascensione. Dodici statue di santi uscivano in processione fino ai resti della chiesa di S. Lorenzo e lì, su una grande spianata, erano poste in semicerchio, mentre ogni famiglia cui era stata affidata la custodia di un Santo doveva offrire un dolce ed un bicchiere di vino in segno di festa grande Se la processione non avveniva, però, l’offesa recata al Santo (S. Lorenzo) poteva scatenare cataclismi naturali. Si narra in proposito che allorquando non ebbe luogo il sacro rito, la statua di S. Lorenzo apparve miracolosamente nella spianata ed i Villesi dovettero riportarla di corsa nella chiesa parrocchiale e svolgere in gran fretta la processione onde evitare le ire del Santo.

 

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