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Storia del paese
nonché diversi toponimi come Piano Fara, Colle della Guardia e S.Giovanni alla Pescara, in riferimento alla chiesa edificata dai longobardi ai piedi del colle sul quale, nella seconda metà del sec. XI, Achille Valignani, duca di Vacri, fece costruire una torre che fungesse da testa di ponte per le schiere normanne verso il comitato pinnense. Intorno a questo elemento fortificato, poi ampliatosi nell’attuale Castello, le popolazioni della fara e quelle circonvicine crearono il primitivo nucleo abitato di Rosciano. Aggregati inizialmente alla contea normanna di Manoppello, il feudo e, soprattutto, il castello di Rosciano diedero ricovero ai più temibili e famosi capitani di ventura del tempo (Roscio da Montechiaro, tradizionalmente considerato l’epònimo del paese, Minuccio dell’Aquila, Giovanni Caldora, Muzio Attendolo Sforza e suo figlio Francesco, poi duca di Milano) che guadagnarono al luogo l’epiteto di “Rocca dei Capitani”. Dopo cruenti lotte fra i vari feudatari locali, nel XV sec. fu costituita la “Universitas Terrae Rusciani”, i cui statuti, garanzia ed orgoglio delle libertà roscianesi, limitarono l’azione ed il potere dei numerosi Signori che, dopo circa due secoli di mite dominio della città di Chieti (1410-1599), acquistarono il prestigioso titolo di Baroni di Rosciano, come è documentato anche in una celebre causa del 1774 che vide opposta l’Università contro le pretese del Barone. Fra gli altri feudatari che dal 1599 si succedettero nel possesso di Rosciano (appartenenti a famiglie nobili come i Valignani di Chieti, i Nicelli da Piacenza, i de Felici da Pianella), è da ricordare il Barone Domenico de Felici (1796-1881), che portò il nome del proprio feudo nelle aspre battaglie del 1821 in difesa della Costituzione Napoletana.
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